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Il Giappone secondo Cristiano

In occasione dei 150 anni dei rapporti fra Italia e Giappone ho inaugurato una serie di articoli dedicati al Giappone e Cristiano Suriani, guida sul web per il Giappone e autore di tuttogiappone.eu, non poteva che essere uno dei primi esperti ad essere intervistato.

 

Com’è nata la tua passione per il Giappone? Qual è la prima immagine, aneddoto o libro che ti sovviene, pensando al Giappone? Raccontaci la tua prima impressione.

Guarda, la mia passione per il Giappone non risale a tantissimi anni fa. Tutto è nato quando, su Internet, ho incontrato una ragazza giapponese che poi sarebbe diventata mia moglie. A quel tempo del Giappone conoscevo poco, giusto quello che mi avevano insegnato a scuola, o poco più. Del Giappone non avevo un interesse particolare e mi sembrava un Paese lontanissimo, sia geograficamente che come cultura.

La mia futura moglie, naturalmente, abitava in Giappone, a Takarazuka nella regione del Kansai, e quindi, per non spendere un’enormità in bollette telefoniche, dovevamo tenerci in contatto con chat e email. Lei mi ha parlato molto del suo Paese, delle sua cultura, dei suoi pregi e dei suoi tanti difetti. Decisi di approfondire l’argomento e comprai un bel libro: “Storia del Giappone” di Edwin O. Reischauer (ex ambasciatore americano in Giappone). La lettura di quel libro mi ha aperto le porte di un mondo nuovo e affascinante.

Beh, da allora – e sono passati ormai tredici-quattordici anni – è stato un crescendo di interesse per il Giappone.

 

Ora che del tempo è passato e hai incontrato anche l’amore lì, com’è cambiata la tua visione di questo paese? Cosa ami e non ami del Giappone e dei suoi abitanti?

Come dicevo, prima di conoscere mia moglie, conoscevo molto poco del Giappone. Da appassionato di Storia conoscevo il ruolo del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, ma non molto di più. Man mano che la mia conoscenza di quel Paese si approfondiva, mi sono accorto che anche il Giappone, al pari di tutti gli altri Paesi, aveva i suoi problemi, i suoi scheletri nell’armadio, i suoi difetti. Non è che io pensassi che il Giappone fosse un Paese idilliaco, ma conoscere i suoi tanti problemi, è stato un po’ uno shock.

Una delle prime cose negative che ho scoperto, durante il mio primo viaggio a Takarazuka, è stato il clima. L’estate in Giappone è micidiale: caldo e un alto tasso di umidità. Per me, che non sopporto questo tipo di clima, non era certo l’ideale. Per fortuna la famiglia di mia moglie si è poi trasferita nell’isola di Hokkaido dove il clima estivo è decisamente più sopportabile.

Dire cosa amo e cosa non amo del Giappone, sarebbe troppo lungo: cercherò di essere sintetico. Sicuramente mi piace la loro passione per l’igiene e la pulizia; la possibilità di trovare una toilette pulita e funzionante, praticamente dappertutto; i distributori automatici ad ogni angolo di strada; la cucina fatta di piatti veramente deliziosi, oltre che salutari; la loro cultura millenaria e il loro cercare di preservarla nonostante l’avanzare della modernità e della tecnologia più spinta; il fantastico sistema dei trasporti.

Ci sono anche cose meno belle, naturalmente: il tentativo di minimizzare le colpe del passato militare del Paese; una velata intolleranza verso gli stranieri, a meno che non siano turisti; il mondo del lavoro dei salaryman; la frenesia e il caos delle grandi città; la generale disaffezione della gente verso la classe politica.

Ad ogni modo, per poter dire di amare un Paese, bisogna conoscerlo in tutti i suoi aspetti. Il Giappone ha le sue contraddizioni, i suoi pregi e i suoi difetti, ma rimane comunque un Paese affascinante, anche come materia di studio.

 

Quali sono gli stereotipi da abbattere su questa terra?

Purtroppo di stereotipi sul Giappone c’è ne sono, anche alimentati dalla maggior parte dei media che non ha interesse ad approfondire prima di divulgare certe notizie.

Forse lo stereotipo più nefasto è quello secondo il quale il Giappone è un Paese perfetto, privo di problemi, in cui tutto è bello, buono, simpatico e piacevole. Come dicevo prima, al pari di tutti gli altri Paesi, anche il Giappone ha i suoi problemi, e taluni anche gravi; non tutto è bello e carino. Anche in Giappone esiste la povertà e la violenza, anche se in misura minore rispetto agli altri Paesi occidentali.

Ci sono stereotipi che, a sentirli, recano non poco fastidio. Ad esempio la Geisha non è una prostituta, ma è un’artista ed una intrattenitrice specializzata nell’arte del canto, della musica, della danza: è uno di quei mestieri tradizioni che, purtroppo, stanno scomparendo. Altro stereotipo fastidioso riguarda la cucina: si pensa che in Giappone si mangi sempre sushi, ogni giorno, come fosse la nostra pasta; di solito il sushi è un piatto costoso che una famiglia media non può certo permettersi di mangiare ogni giorno. La cucina giapponese non è fatta solo di sushi, ma esiste una grande varietà di piatti, molti dei quali sono davvero ottimi.

 

Quante volte hai visitato il Giappone? Il tour e l’esperienza giapponese che consigli in

assoluto? Anche fuori dai soliti percorsi. 

Se non sbaglio dovrebbero essere già nove le volte che ho visitato in Giappone. I miei viaggi hanno poco di turistico: la maggior parte del tempo lo trascorro a Date (Hokkaido) presso la casa di mia suocera. All’inizio, o alla fine, dei nostri viaggi siamo soliti trascorrere tre-quattro giorni ad Osaka o a Tokyo.

Non avendo visto la maggior parte del Paese, non me la sento di consigliare un itinerario.

Il Giappone è un paese molto esteso e variegato: si va dall’isola tropicale di Okinawa fino all’isola di Hokkaido che non dista molto dalla Siberia russa; tra questi due estremi c’è un po’ di tutto: le megalopoli e i piccoli paesini rurali, i vulcani e le Alpi giapponesi, il mare e le centinaia di isole molte delle quali hanno la loro propria peculiarità.

I tour guidati, e ce ne sono veramente tanti, sono comodi, ma portano sempre nei soliti posti: Tokyo, Nikko, Osaka, Kyoto, Nara, Hiroshima. Chi ha la fortuna di girare liberamente per il Giappone non dovrebbe perdere l’occasione di andare nel Kyushu, nel Shikoku o anche nell’isola di Hokkaido.

L’isola di Hokkaido è, secondo il mio parere, uno dei posti migliori del Giappone: qui c’è natura, cibo squisito, clima estivo fresco, la vita è meno caotica e stressante rispetto al resto del Giappone.

Ecco, se posso dare un consiglio, direi che l’Hokkaido è una meta molto interessante.

 

Hai un progetto relativo alla tua passione? A cosa stai lavorando? 

Finché ho un lavoro che assorbe quasi tutta la giornata, mi rimane poco tempo per il resto e per progetti relativi alla mia passione per il Giappone. Attualmente dò una mano a mia moglie per l’organizzazione dei suoi corsi di cucina giapponese e, naturalmente, porto avanti il mio hobby di divulgazione della cultura giapponese, sia sul mio blog che sui vari social media.

Qui vorrei sottolineare una cosa. Nel mio hobby di divulgatore, non mi sento certo come un professore che insegna ai suoi allievi, per carità; sono uno studente che apprende, ogni giorno, cose nuove sul Giappone e quello che imparo mi piace condividerlo con gli iscritti al mio gruppo su Facebook, o su Google+, o con i miei follower su Twitter.

Quello che faccio, è anche una scusa per migliorare la mia conoscenza sul Giappone.

In Rete c’è gente che sull’argomento è ben più preparata di me.

In effetti un grande progetto c’è: scrivere un libro sul periodo Taisho; per la cronica mancanza di tempo, il progetto è stato rinchiuso in un cassetto, che, in un momento più o meno lontano, potrebbe essere riaperto

 

Hai un sogno che un giorno vorresti si realizzasse?

Il sogno, per un appassionato del Giappone, è quello di andare a vivere in quel Paese. Nel mio caso è difficile raggiungere questo sogno in tempi brevi, per una serie di ragioni: famigliari e professionali. Quando sarò in pensione e quando le figlie si saranno sistemate, io e mia moglie potremo considerare seriamente l’idea di trasferirci nell’isola di Hokkaido.  Per ora è solo un sogno.

 

Se volete conoscere meglio Cristiano visitate www.tuttogiappone.eu e https://www.facebook.com/groups/Tuttogiappone/

Nelle foto :

Castello di Osaka
Cape Earth – Muroran (Hokkaido)
Tonkatsu (cotoletta di maiale)
Lago di Toya (Hokkaido)
Cristiano Suriani

 

Carmen Rucci

Metà Pugliese e metà Siciliana. Scrittrice, avvocato, critico televisivo per NHK World e soprattutto autrice di Tutto In Un Anno, romanzo contemporaneo e divertente ambientato sulla magica Isola di Man.

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