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IL SEME DI SAKURA…MIKO

In occasione del 150° anniversario dei rapporti Italia-Giappone vi porto alla scoperta di un piccolo seme del Giappone in Italia: il seme di Sakura… Miko!

Sakura Miko è fondatrice di Sakura Magazine, portale dedicato interamente al Giappone, disegnatrice manga per hobby, appassionata di Culture Orientali e, in particolar modo, di quella Giapponese.

Passeggiando per il tuo splendido sito ho notato bellissimi disegni, tante ricette, ricorrenze e perfino kanji. Enciclopedico è dir poco! Da dove nasce la tua passione per il Giappone? 

La mia passione per il Giappone penso sia nata un po’ come sia nata per molti altri come me, con gli anime. L’appuntamento quotidiano con i “cartoni animati” del pomeriggio ha forgiato la mia infanzia e la mia adolescenza. In realtà grazie agli anime sono nate due grandi passioni che mi hanno accompagnata da sempre, sino ad oggi: il Giappone e il disegno manga.

La curiosità e il desiderio di saperne di più su quelle usanze che vedevo nei vari episodi animati come la famosa “scatola del pranzo” o la bambolina della pioggia, le varie attività scolastiche, tutte quelle celebrazioni come la danza attorno al fuoco d’estate o la gioia di indossare lo yukata per guardare i fuochi d’artificio insieme agli amici tra templi e santuari, mi hanno spinta a leggere libri, vedere video e documentari e a ricercare molto.

Ho imparato a dare un nome a tutte queste cose: ho scoperto per esempio che l’uniforme alla marinara che mi piaceva molto si chiamava Seifuku, “la scatola” graziosamente decorata fuori e sempre piena di delizie dentro si chiamava Bentou, i “panzerotti” ripieni tanto appetitosi erano i Daifuku, gli spiedini dolci con le palline colorate erano i Dango e le polpettine triangolari di riso in realtà non erano altro che i famosi Onigiri, e così via tantissime altre peculiarità.

La curiosità per questo mondo millenario così diverso dal mio ma talmente ricco e affascinante mi ha portata però anche più in là di queste piccole cose, finendo per sbirciare anche negli angoli più remoti della storia giapponese, tra leggende antiche e personaggi storici che, nel bene o nel male, hanno fatto la storia di questo Paese.

Ho imparato la differenza tra i vari templi, quanto sia importante la natura per i giapponesi, la loro filosofia e le loro religioni, ho curiosato tra le loro tradizioni e come sono nate, il loro modo di fare e di vedere le cose avendo così l’occasione di apprezzare davvero il Giappone, non solo per quello che apparentemente sembra o si vede nelle fiere ma anche per quello che veramente è nella realtà di tutti i giorni.

E’ da tutto questo che è nato quel bellissimo viaggio che continua ancora oggi e che si chiama SakuraMagazine.com

Ora che sei cresciuta, rispetto alle prime sensazioni provate grazie agli anime, com’è cambiata la tua visione di questo paese?

Il passare del tempo sicuramente fa cambiare il modo di vedere le cose, e sicuramente, dopo anni di studio, di articoli scritti e di ricerche fatte, anche io ho avuto modo di vedere e rivedere il Giappone in modo diverso. Non si tratta ovviamente di vederlo meglio o peggio di prima ma sicuramente di vederlo in modo più consapevole e maturo.

Se prima vedevo il Giappone da “otaku” appassionata, con il tempo ho imparato a guardare il Giappone in modo direi più “responsabile”, serio, da studiosa quasi. Se prima mi incuriosivano le credenze, le festività, i gadget, i manga o le cose per cui oggi andiamo nelle varie fiere, adesso a questo mi piace affiancare anche il capire come il giapponese di tutti giorni vive, come lavora, come pensa o come parla. E’ un Paese complesso, la cui filosofia di vita ha radici davvero profonde che vanno al di là di un Maid Cafè, del fenomeno “kawaii”, dei manga, dei samurai o delle idol scintillanti. E’ un Paese dalle tante contraddizioni e che sa stupirti sempre, che lavora sodo, che non si arrende mai e che supera i propri limiti senza smettere di impegnarsi ogni giorno.

Se prima guardavo tutto questo solamente con curiosità, stupore e incanto, con gli anni ho imparato a guardarlo anche con un interesse più maturo, serio e critico (quando per “critico” mi riferisco al significato reale ed etimologico del termine naturalmente). 

E adesso, quindi cosa ami e non ami del Giappone e dei suoi abitanti? 

Cosa amo… beh sicuramente sono molto affascinata dalle loro colorate ritualità, le particolari tradizioni così come anche la loro efficienza, il loro incredibile impegno in ogni cosa che fanno e la dedizione e la cura con cui la fanno. Ammiro la loro continua ricerca della perfezione e la consapevolezza che ogni gesto, ogni parola ha ancora un suo valore e un suo profondo significato.

Poi come non ammirare la generosità di madre natura che in questa terra ci offre paesaggi mozzafiato e panorami unici, per non dimenticare naturalmente l’ospitalità e la cordialità che i suoi abitanti sanno dimostrare in ogni occasione. Data però la mia passione per le lingue e l’etimologia non posso ad ogni modo non citare ciò che continua comunque ad essere, ora più di prima, il principale oggetto del mio interesse: la lingua giapponese, il cui studio non si sofferma solamente alla complessa grammatica o ai difficili kanji ma anche alla sua evoluzione. Trovo infatti diletto nello scoprire sempre più cose sull’evoluzione della lingua e dei suoi vari legami, similitudini e differenze con quella coreana e cinese.

Cosa non amo invece del Giappone? Uhm, vediamo… il fatto che sia…. troppo lontano? (ride)

Proprio perchè così lontano e non facilmente raggiungibile questo paese sembra essere soccetto più di altri a steriotipi. Dicci, secondo te, quali sono i più comuni?

Beh non saprei. E’ vero che il Giappone è un Paese che nel bene o nel male ha le sue contraddizioni (ma quale Paese non le ha?) però proprio perché ho voluto conoscere il Giappone per quello che è, al di là proprio di questi stereotipi,  non mi sono mai posta nemmeno la domanda.

Possiamo provare a citare qualcosa come la credenza che i giapponesi nell’aspetto siano uguali a cinesi e coreani ad esempio: ovviamente nulla di più falso perché a conoscerli meglio sono davvero molto diversi sia in aspetto che in lingua e cultura.

Altro stereotipo potrebbe essere che, dato il frequente approccio alle parole inglesi, tra i giovani specialmente, si pensa che i giapponesi conoscano e parlino bene l’inglese. Nulla di più falso: i giapponesi in realtà l’inglese non lo parlano affatto anzi hanno moltissime difficoltà, specie con la pronuncia.

Molti italiani poi pensano che il giapponese sia difficile da pronunciare quando invece proprio per un italiano la pronuncia del giapponese può essere davvero semplice, quindi basterebbe proprio un minimo sforzo per pronunciare le parole giapponesi nel modo giusto (cosa che, nonostante questo, non sempre accade, come possiamo vedere in tv, ma non solo).

C’è chi poi è convinto che i giapponesi siano bassi e piccolini: anche questo, falso. Ci sono sicuramente persone di bassa statura come in qualsiasi altra parte del mondo ma è possibile trovare anche persone davvero alte, specie tra le nuove generazioni.

Poi c’è chi ancora associa al “paese di grandi tecnologie, scintillanti metropoli e città che non dormono mai come Tokyo” con “emancipazione e mentalità aperte”. Sicuramente è così, ma non sempre e non del tutto. E’ vero che in molti aspetti il Giappone è assai aperto e molto più avanti in molte cose rispetto a noi; negli anni però ho avuto modo di scoprire che non sempre è così: ci sono molti aspetti del Giappone che celano ancora un sapore arcaico, specie in alcuni comportamenti, scelte sociali e nei rapporti interpersonali, dove invece noi mostriamo, a parer mio, un’apertura maggiore ma è un argomento assai complesso a cui ho dedicato particolare spazio all’interno del sito.

Dicci, quante volte sei stata in Giappone? Quale città o luogo ci consigli assolutamente di non perdere? 

Potrà sembrare davvero assurdo e paradossale (e magari si potranno udire anche dei “ma noo com’è possibile!”) ma nonostante il numero degli anni che ho dedicato e continuo a dedicare al Giappone leggendo, studiando e scrivendo, ebbene sì, non sono ancora stata nel Paese del Sol Levante.

Se un giorno però avrò il piacere di visitarlo, sicuramente il mio tour comprenderà i posti più tradizionali come Kyoto o tutti quei luoghi incantevoli che mostrano la bellezza naturale e millenaria del Paese, cercando di sfruttare ogni occasione utile per sbirciare in quegli angolini dove si nascondono la saggezza popolare, le piccole e grandi usanze e quelle tracce di storia che raccontano il Giappone antico.

Questo è il Giappone che mi sento di consigliare, senza disdegnare ovviamente il lato moderno e pieno di luci che pur conserva il suo incredibile fascino.

Tornando a Sakura. Puoi dirci se hai un progetto relativo alla tua passione?

Si, e curiosamente riguarda soprattutto gli italiani. Attraverso il sito voglio continuare a parlare loro del Giappone naturalmente, ma ciò che mi preme di più è anche il desiderio di supportare e aiutare coloro che vogliono imparare la lingua giapponese. Ciò che mi piacerebbe fare, ancor più che insegnarla la lingua, è inventare metodi nuovi e creativi per rendere l’apprendimento facile e divertente anche per chi non può studiarla in un’aula universitaria o direttamente in Giappone.

Sto lavorando a nuove idee che possano essere di aiuto a studenti, autodidatti e non, che si cimentano nello studiare questa lingua e che si impegnano per sostenere l’esame JLPT annualmente. Sono davvero tantissime le persone che studiano giapponese, persone di ogni età e spinti dai motivi più disparati. Mi piace l’idea di aiutare loro in questo e… non escludo la possibilità di creare metodi creativi e originali per raggiungere anche i bambini.

Sakura, per finire, anche se un pò mi dispiace lasciarti, puoi confidarci un tuo sogno che un giorno vorresti si realizzasse?

Esattamente come ora racconto il Giappone ai lettori italiani, mi piacerebbe un giorno poter raccontare la mia bella e incantevole Italia ai lettori giapponesi ed essere un po’ un ponte tra queste due diverse ma splendide, meravigliose culture. Magari usando l’altra mia grande passione, il disegno e i fumetti.

Un sogno favoloso che ti augurimo di realizzare.

Sakura speriamo di incontrarci un giorno, chissà forse a Kyoto.

 

Nelle Foto

Partocolare di un tempio

Kinkakuji – Tempio d’oro di Kyoto

Sakura – Ciliegio in fiore

Carmen Rucci

Metà Pugliese e metà Siciliana. Scrittrice, avvocato, critico televisivo per NHK World e soprattutto autrice di Tutto In Un Anno, romanzo contemporaneo e divertente ambientato sulla magica Isola di Man.

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