BEGIN TYPING YOUR SEARCH ABOVE AND PRESS RETURN TO SEARCH. PRESS ESC TO CANCEL

Bitonto: Il mio luogo dell’anima

La soprano Konomi Suzaki si racconta

Incontro la soprano Konomi Suzaki poco prima della sua esibizione, dietro le quinte del teatro Traetta a Bitonto.

Ho atteso tanto quest’intervista e un po’ di emozione si fa sentire.

Gli altri cantanti connazionali della soprano intanto si preparano motivandosi a vicenda e l’eleganza e la cura di ogni particolare fa trasparire il grande rispetto verso la lirica e l’Italia.

Konomi si scusa per il suo italiano perfetto ed io penso al mio triste giapponese e dopo qualche foto iniziamo.

Konomi come ha scoperto il bel canto? Perché si è avvicinata alla lirica?
Sono cresciuta in una famiglia di musicisti e con la musica sempre protagonista del quotidiano. Mia nonna, alla quale ero molto legata, insegnava pianoforte, mio zio era professore dell’Università Geidai di Tokyo, l’unica Università statale della capitale e mia madre è soprano e maestro di coro.

Cosa rappresenta quindi per lei l’opera?

L’opera italiana è una delle più grandi forme di espressione culturale e storica mondiale. Ed è fondamentalmente italiana.

Sicuramente avrà interpretato tante splendide figure femminili. Quale eroina o protagonista femminile preferisce interpretare e perché?
Violetta, la protagonista de La Traviata: ha un’anima pura e piena di amore, al di là delle convenzioni sociali.

Spesso è in Italia, occupata in concerti ed eventi. Quanto tempo dedica allo studio?

Ho cominciato a suonare quando avevo 3 anni e a 13 anni ho deciso di studiare canto. Dedico allo studio e alla musica gran parte della mia vita.

Tanti i traguardi conseguiti nel corso della sua carriera, ma quali sono state, per lei, le tappe più importanti della sua vita?

Quando ho deciso di studiare in Italia, dopo la laurea a Tokyo, e quando ho iniziato a collaborare con il Traetta Opera Festival.

Ci può rivelare come nasce il suo legame con la nostra Italia?
Un maestro di canto mi ha consigliato di andare a Parma. Ho deciso subito e sono stata in Italia sei anni.

Come immaginava questo lontano paese prima di visitarlo e poi quando si è ritrovata qui cosa ha provato?
Quando sono arrivata in Italia per la prima volta ero giovane e curiosa di conoscere veramente il ‘Bel Paese’ e la sua gente. Ho subito intuito le differenze culturali e umane fra città e regioni.

E quando ha finalmente avuto la possibilità di visitarlo, cosa l’ha affascinata, meravigliata e anche sconvolto maggiormente?

I teatri antichi mi hanno affascinato subito: sono dei templi laici.

Una bellissima immagine, quasi sacra. Oltre ai teatri, qual è il suo luogo dell’anima?
Bitonto!

Certamente in Italia ci sono tante città meravigliose, ma torno sempre molto volentieri nella vostra città che ha tradizione, cultura, storia e accoglienza.

A me capita di cambiare un po’ per adattarmi alla cultura e nazione che visito. Come cambia il suo atteggiamento? Come si sente quando è in Italia?
L’atteggiamento non cambia. Ma se in Giappone cerco di non parlare troppo, in Italia cerco di rispondere subito.

Mi può confidare come sono gli Italiani, ad esempio quelli che ha avuto modo di frequentare, sul lavoro? Mi parli del loro rapporto col lavoro e con lei in quanto giapponese e in quanto artista e soprano?
Nella vita quotidiana in Italia c’è molta libertà nell’espressione: si parla sempre con entusiasmo e a voce alta, anche dopo essersi salutati si continua a parlare per mezz’ora e si decide cosa fare all’ultimo momento!

In ambito musicale trovo gli italiani flessibili e fantasiosi. Sanno “aggiustare” all’ultimo momento. Hanno, insomma, la capacità del problem solving!

In generale i giapponesi sono abituati a ricevere anzitempo informazioni per arrivare sempre molto preparati.

La sua è una lunga carriera. Mi può raccontare dei più bei traguardi ottenuti in Italia?

Sicuramente quando ho cantato: a Parma, a Venezia, a Matera, a Trani e a Bitonto. Ma anche tutti i progetti che come Presidente del Japan Apulia Festival, della Tokyo Academy of Music e della Tokyo Music Association sono riuscita a realizzare in Italia in collaborazione con Tokyo.

Ad aprile siamo stati nel prestigiosissimo Auditorium Nazionale di Madrid!

Siamo poi alla terza produzione discografica importante: Liriche, Korai e adesso Effluvii, un disco dedicato a D’Annunzio. Per questo doppio disco ci sarà anche una prefazione curata da un musicologo giapponese, dopo gli splendidi contributi di Dinko Fabris, un’eccellenza assoluta a livello mondiale. Abbiamo anche pubblicato insieme al Traetta Opera Festival tanti volumi dedicati ai “nostri” autori, sempre curando anche la parte giapponese.

Konomi, ha mai pensato di trasferirsi in Italia?
Si, ci penso sempre.

Cosa apprezza di più di questa terra e dei suoi abitanti?

Cuore, amore e umanità.

Adesso è quasi arrivato il momento di esibirsi, ma prima di salutarci, mi può confidare i suoi prossimi progetti?

La mia missione è dedicata soprattutto ai giovani: vorrei continuare ad offrire loro la possibilità di studiare veramente e seriamente. Questo mi rende felice.

Grazie di cuore Konomi per il tempo che mi ha dedicato e grazie anche per l’amore che porta verso gli italiani e noi bitontini in particolare.

Carmen Rucci

Carmen Rucci

Metà Pugliese e metà Siciliana. Scrittrice, avvocato, critico televisivo per NHK World e soprattutto autrice di Tutto In Un Anno, romanzo contemporaneo e divertente ambientato sulla magica Isola di Man.

ItalyEnglish